Il 9 e 10 luglio torna in Umbria Goletta dei Laghi

Riflettori accesi sullo stato di salute del Lago Trasimeno e del Lago di Piediluco. La Goletta dei Laghi riprende il suo viaggio per denunciare le situazioni a rischio e promuovere pratiche virtuose per la salvaguardia dei territori.  

Eccessivo e incontrollato consumo di suolo. Scarichi non depurati o depuratori inefficienti e mal funzionanti. Eutrofizzazione, perdita di biodiversità. Sono le criticità che finiscono ogni anno sotto la lente di ingrandimento di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente per la salvaguardia degli ecosistemi lacustri.

Il lago Trasimeno e quello di Piediluco rappresentano per l’Umbria un patrimonio culturale e ambientale di straordinaria importanza e la loro salvaguardia deve essere una priorità per le amministrazioni, i cittadini e le comunità dei laghi.

Il 9 e il 10 luglio Goletta dei Laghi farà tappa in Umbria per analizzare la qualità delle acque dei due laghi, per verificare se esitono situazioni critiche rispetto agli scarichi fognari e alla depurazione, raccoglierà le segnalazioni di cittadini su scarichi abusivi, consumo di suolo e mala gestione del territorio e racconterà anche le buone pratiche, le esperienze e gli strumenti per salvaguardare e valorizzare gli ecosistemi lacustri.

SOS GOLETTA

Aiutaci a scovare le criticità del Lago Trasimeno o del lago di Piediluco: segnalaci chiazze sospette, tubi che scaricano in acqua, abusi edilizi, comportamenti che mettono a rischio la biodiversità del lago. Approfondiremo la tua denuncia e la faremo arrivare alle autorità competenti. Puoi inviare una mail a info@legambienteumbria.it o telefonare al numero telefonico 0755721021.

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FestAmbiente Umbria è in arrivo!

martedì 6 agosto 2013

14-15 settembre 2013: in arrivo la prima edizione di FestAmbiente Umbria

In arrivo la prima edizione di FestAmbiente Umbria: musica, arte, buon cibo, spazi dedicati ai più piccini, commercio equo e solidale e biologico, dibattiti. E tanto altro.

Arriva in Umbria la prima edizione di FestAmbiente Umbria1, il festival di Legambiente dedicato all’ecologia, alla solidarietà ai diritti. Il festival prevede un fitto calendario di iniziative costruite in rete ed in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

La manifestazione si rivolge principalmente ai cittadini residenti in Umbria, alle aziende e alle istituzioni locali, con uno sguardo rivolto anche ad altre regioni italiane.
Obiettivo primario è quello di dare vita ad un importante momento di aggregazione, approfondimento ed elaborazione delle tematiche ambientali: dalla mobilità alternativa, alle nuove opportunità di occupazione offerte dai green job, dalle strategie per liberare il paese dai rifiuti, alle politiche per rendere maggiormente vivibili e “belle” le nostre città.
Le modalità utilizzate per lo sviluppo dell’iniziativa sono molteplici: l’organizzazione di incontri e laboratori, l’istallazione di mostre e la messa in scena di performance teatrali, oltre all’istallazione di un’officina del sapore, che proporrà ai visitatori interessanti degustazioni di prodotti tipici umbri, biologici e di filiera corta.
Festambiente Umbria aderisce alla campagna Azzero CO2 e riduce le emissioni grazie ai progetti di recupero forestale e la piantumazione di alberi.
 
Per ulteriori info e  scaricare il programma della manifestazione clicca suumbria.legambiente.it/legambiente/festambiente-umbria
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Inchiesta di Repubblica sugli allevamenti intensivi.

Vivere e morire tra le torture
In Italia troppi allevamenti-inferno

Vivere e morire tra le torture In Italia troppi allevamenti-inferno

Da noi ci si adegua con lentezza alle modeste regole comunitarie per garantire gli animali: 17 milioni di galline sono tuttora prigioniere di strutture vietate. Il consumo di carne è enormemente aumentato: si stima che il fabbisogno annuo di proteine animali si aggiri sui 35 kg all’anno: noi abbiamo superato i novanta

VIDEO: FABBRICHE DI UOVA
QUANTA CARNE CONSUMIAMO

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Il calvario del cavallo
che diventa hamburger

In Gran Bretagna è esploso il caso delle carni equine al fenilbutazone, in Italia e Spagna la Nestlè ha ritirato dagli scaffali ravioli e tortellini… Da dove arriva la carne di cavallo che finisce sulle nostre tavole? E che fine fanno i cavalli utilizzati nello sport, a fine carriera? Il protocollo dei controlli in Italia è severo. Ma aggirarlo non è difficile.

 

Per saperne di più: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2013/03/12/news/carni_straziate-52483583/

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Stop ai test cosmetici sugli animali. Finalmente!

Stop ai test cosmetici sugli animali. Finalmente!

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Da lunedì arriva in tutti i Paesi europei il divieto di testare i prodotti cosmetici sugli animali. Una scelta di civiltà e di ragionevolezza. Perché le alternative ci sono.

Una data da ricordare: da lunedì 11 marzo entra finalmente in vigore il divieto, totale e per tutto il territorio comunitario, di testare ingredienti e prodotti cosmetici su animali, e di commercializzarli.

Il divieto imposto nell’Unione Europea è una pagina importante a livello mondiale per il superamento dei tanti, troppi, e troppo spesso inutili esperimenti fatti sulla pelle degli animali. Finalmente le aziende cosmetiche utilizzeranno gli altri metodi per testare i vari prodotti. La dimostrazione, per tutti i settori che continuano, invece, ad utilizzare lo strumento della sperimentazione sugli animali, che si può fare diversamente.

Sono ancora troppi in tutto il mondo gli animali inutilmente usati come cavie da laboratorio, senza con ciò garantire maggiore sicurezza per salute, animali e ambiente. Ci auguriamo pertanto che il divieto imposto dall’Ue alle imprese cosmetiche, settore all’avanguardia nella ricerca senza utilizzo di animali, apra una profonda riflessione anche negli altri Paesi, negli altri settori economici e ancor più nel mondo della ricerca affinché capiscano ciò che i cittadini chiedono loro: ossia maggiore rispetto per gli animali e garanzia di solidità e ripetibilità di nuove conoscenze, cosa che la sperimentazione animale sempre più spesso non offre. L’Europa lo ha capito, ora spetta agli altri Paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell’innovazione.

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Illumina il riciclo, per la salute dei territori

Le lampade a basso consumo non vanno mai gettate nella spazzatura con gli altri rifiuti. Contengono mercurio, pericoloso per la salute e l’ambiente.

Riciclaggio
Sabato 9 e domenica 10 marzo ci troverete nei centri commerciali per informarvi circa il corretto smaltimento delle lampade a fluorescenza. Una volta esaurite diventano un rifiuto speciale, contengono mercurio, anche se poco, e devono essere smaltite correttamente, mai insieme agli altri rifiuti. Inoltre la legge prevede che i rifiuti hi-tech si possano restituire al negozio quando si acquista un apparecchio nuovo ma non tutti sono al corrente di questa opportunità.

Organizziamo l’iniziativa insieme a Ecolamp (Consorzio per il Recupero e lo Smaltimento di Apparecchiature di Illuminazione) http://www.ecolamp.it

Fonte: http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/illumina-il-riciclo-la-salute-dei-territori

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Le città sostenibili

Smart cities, smart citizens e nuovi stili di vita. In libreria arriva “Le città sostenibili”, il nuovo saggio di Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente.

Il nostro futuro, la vita del prossimo futuro, inizia dalle città. In Europa e nel mondo nascono nuove smart cities, fondate su stili di vita sostenibili, sulla qualità degli spazi, il valore creato dalle relazioni, sul lavoro verde. Ma non esistono città intelligenti senza cittadini informati, attivi, creativi. Più di metà della popolazione mondiale è ormai cittadina. Ed è nelle vecchie città d’Europa, come Amburgo, Stoccolma, Copenhagen, Friburgo, Zurigo e Amsterdam, come nelle nuove città asiatiche di Singapore, Masdar e Caofeidian, nelle americane di Curitiba, Montreal, Seattle e Bogotà, che ci si dota di piani avveniristici di eliminazione del traffico e di fuoriuscita dal petrolio. Nonostante la crisi e i fallimenti dei vertici ONU, la sfida della sostenibilità, un nuovo sviluppo sta nascendo nelle città. Come ben dimostrano gli ecoquartieri che Legambiente aveva portato nella mostra Green Life alla Triennale di Milano nel 2010.

Il libro racconta le vicende di tre personaggi immaginari, di tre italiani, che crescono insieme alle rispettive città. Giulia, studentessa che partecipa alla rivolta degli indignados a Madrid e finisce col progettare un ecoquartiere a Bari. Camillo, impiegato comunale di Milano coinvolto nel nucleo di Protezione Civile nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, che decide di cambiare consumi e vita con tutta la sua famiglia. Paola, una professionista che diventa sindaco della propria città, togliendo auto dalle strade, installando pannelli solari e investendo nella green economy!
In dieci anni tutti e tre cambiano vita, riducendo la propria impronta di carbonio: anche voi, se volete, potete calcolarla, nella sezione dedicata ai calcolatori di CO2 e confrontarvi con i personaggi del libro.

I dati dell’Ecosistema Urbano di Legambiente dimostrano che anche nelle secolari città italiane si annida l’eccellenza nella gestione dei beni comuni (acqua, aria, verde, cultura e bellezza). Possono diventare sostenibili e smart al pari delle altre città del mondo. Anzi la forza identitaria, il capitale sociale, economico, culturale dei nostri centri, sono il punto di leva per una nuova rigenerazione urbana che sappia rendere l’Italia intera più sostenibile, efficiente, green. Ricostruire le città, invece di consumare suolo, come scritto da Legambiente e dai costruttori di ANCE nell’importante “Decalogo”.
“Non siamo più l’ottava potenza industriale al mondo, in futuro forse neanche la diciassettesima, ma possiamo tornare ad essere una delle mete turistiche più apprezzate del mondo, un punto di riferimento per tante produzioni di qualità, buon gusto e sapere.”

Andrea Poggio, vice direttore nazionale Legambiente

 

Fonte: http://www.viviconstile.org/blog/le-citta-sostenibili
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Moda, un nuovo blitz di Greenpeace il guanto verde sul ‘Dito’ di Cattelan

Moda, un nuovo blitz di Greenpeace il guanto verde sul 'Dito' di Cattelan

Un gigantesco guanto verde, simbolo della campagna ‘The Fashion Duel’, ha ricoperto la scultura di Maurizio Cattelan L.O.V.E., nota come ‘Il Dito’, in piazza Affari a Milano. A infilare il guantone al Dito sono stati gli attivisti di Greenpeace. La base della scultura è stata circondata da attivisti dell’associazione ambientalista che hanno srotolato uno striscione con la scritta “La moda vende sogni, ma così è un incubo per il Pianeta”. L’associazione ambientalista chiede alle aziende che stanno presentando le loro nuove collezioni alla Settimana della moda, di impegnarsi per raggiungere gli obiettivi di deforestazione zero e scarichi zero nella propria produzione. E’ la terza iniziativa di Greenpeace in occasione della Settimana della moda di Milano, dopo i ‘Clean graffiti’ sulle strade del Quadrilatero della moda e la passerella verticale al Castello Sforzesco, con una modella-climber che ha lanciato il guanto di sfida. “Abbiamo scelto la scultura di Cattelan – spiega Chiara Campione, responsabile The Fashion Duel di Greenpeace – perché le dita mozzate e il medio eretto indicano una sola via da percorrere. Rivestendola con il nostro guanto vogliamo lanciare un segnale esplicito a tutti quei marchi che ancora non hanno imboccato la strada che porta a una moda più pulita”

Fonte: Repubblica.it http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/02/23/foto/moda_un_nuovo_blitz_di_greenpeace_il_guanto_verde_sul_dito_di_cattelan-53228479/1/

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