TABELLA CONFRONTO XVIII ediz. La XVIII edizione di Ecosistema Urbano assegnerebbe a Perugia la tredicesima posizione in classifica generale con i criteri di calcolo adottati finora. Quest’anno, però, si introduce la suddivisione tra città piccole, medie e grandi. Allora succede che Perugia risulta quinta tra le città medie. Posizioni di classifica guadagnate che non corrispondono al miglioramento della qualità della vita. Infatti se andiamo ad analizzare i parametri misurati vediamo una sostanziale mancanza di miglioramento. In particolare sulla qualità dell’aria i miglioramenti sono dovuti allo spostamento della centralina di rilevamento di Fontivegge, avvenuto nel 2010. In effetti non si è registrata una diminuzione del traffico automobilistico, tutt’altro, e quindi la qualità dell’aria non può essere migliorata dato che il principale responsabile risulta essere il traffico. Sul servizio idrico si registra una conferma delle perdite di rete del 30% e un calo sensibile della percentuale di abitazioni servite dalla depurazione. I rifiuti rimangono, come sempre finora, la nota più dolente. Un 35,2% di RD, percentuale massima raggiungibile col sistema del cassonetto stradale. Percentuale che porterà come conseguenza concreta l’aumento della TIA visto che la multa, comminata al gestore per non aver rispettato il termine di legge del 50% nel 2010, verrà spalmata sulla bolletta. Solo da poco è iniziata la raccolta porta a porta e confidiamo che per il prossimo monitoraggio la percentuale sia considerevolmente più alta, tanto da rendere inutile la costruzione dell’inceneritore previsto dal PRGR. Visto che i quartieri dove già è a regime il PaP hanno raggiunto percentuali di RD dell’80%. Auspichiamo l’estensione del PaP a tutta la città e la rinuncia all’inceneritore che con la RD all’80% risulta assolutamente antieconomico. I parametri relativi ai trasporti rimangono invariati. Nemmeno l’entrata a regime del minimetrò ha fatto diminuire l’uso dell’auto privata che rimane un dato tra i più alti in Italia. Confermata la scarsa predilezione dei perugini per il mezzo pubblico. Tra i dati dell’ambiente urbano c’è una diminuzione sensibile della superficie di ZTL, del resto come potrebbe essere diversamente in una città che preferisce usare il mezzo privato? Dimezzata anche la quantità di piste ciclabili. Aumenta di molto l’indice della mobilità sostenibile per l’effetto minimetrò che abbiamo visto, però, non incidere sulla riduzione dell’uso di auto private. Anche i parametri relativi all’energia rimangono sostanzialmente invariati con una sensibile riduzione del livello di partecipazione ai processi di pianificazione promossi dalla pubblica amministrazione. Concludendo si può dire che l’avanzamento in classifica dipende più dai demeriti delle città che sono scivolate indietro che dal merito di Perugia di aver mantenuto stabili le sue performances, anche quelle negative. Tuttavia, anche se riusciamo a comprendere la difficilissima congiuntura economica e i conseguenti tagli delle risorse provenienti dallo stato, crediamo che sia proprio questo il momento per intraprendere strade più virtuose di quelle finora percorse. Questo ci aspettiamo da chi amministra la nostra città.